Riflettere sulla caduta del Muro per guardare al Futuro

Riflettere sulla caduta del Muro per guardare al Futuro

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Nell’ambito del progetto europeo “Dissent, Conscience and the Wall”, realizzato da EucA (European University College Association), la rete dei collegi europei di cui fa parte anche Associazione Cuir, in collaborazione con il Thomas More Institute (TMI), si è tenuto a Londra sabato 29 novembre il primo Simposio dei quattro previsti dal progetto.

Tale evento, ospitato da Netherhall House (residenza per studenti universitari londinesi anch’essa membro di EucA), ha raccolto 72 studenti da più di 10 Paesi, selezionati dopo una impegnativa application.

Gli studenti, ai quali è stato richiesto di preparare un “paper” sui temi del progetto (i migliori sono poi stati presentati dai ragazzi durante l’evento) provengono da Paesi e campi di studio molto diversi: dalla Germania, all’Italia, alla Polonia, alla Grecia, alla Lituania, Ungheria, Spagna, Romania, e si occupano di studi che vanno dalla Filosofia alla Medicina, dalle Lettere Classiche all’Ingegneria.

L’evento è stato aperto dall’importante contributo di Edward Lucas, “senior editor” dell'”Economist“. Il suo intervento era intitolato: “Il potere dei senza potere. Le lotte passate e il loro insegnamento per l’oggi.”
L’intervento, grazie all’esperienza prolungata e approfondita di Lucas nell’ex Unione Sovietica, ha rappresentato un’occasione straordinaria per mettere a fuoco gli strumenti del dissenso che permisero un lento sgretolamento del totalitarismo dall’interno.
Gli studenti, molto interessanti all’argomento e all’opportunità di dialogo offerta dalla qualità del relatore, non hanno esitato a domandare in abbondanza quali siano state le implicazioni della caduta dell’URSS per l’Europa Centrale e Orientale, considerando anche il fatto che, come detto da un ragazzo, la fine della Guerra Fredda è dipesa dalla sconfitta dell’URSS, prima ancora che da una vittoria del Blocco Occidentale.

A seguire, una volta terminato l’intervento del “keynote speaker”, si sono aperti i panel destinati alla presentazione di alcuni tra i paper che tutti gli studenti selezionati per partecipare all’evento avevano dovuto inviare. Molti di tali panel, tutti estremamente interessanti, affrpntavano il tema della caduta del Muro dal punto di vista del proprio campo di studi: chi studia biologia molecolare ha parlato della ricerca scientifica dai due lati del Muro, chi si occupa invece di filosofia e teoria politica ha parlato del ruolo simbolico del Muro come “Gates of Even”, simbolo dell’accesso negato ad un paradiso perduto (e ricostituito, nella propaganda sovietica).
Ancora, si è discusso sul ruolo di un gruppo di studenti di Berlino ovest, che salvarono molti tedeschi che da Berlino est riuscivano, con passaporti falsi portati dal blocco occidentale, a raggiungere i Paesi scandinavi alleati dell’Occidente.

Una giornata, insomma, piena di spunti, in cui protagonisti sono stati i ragazzi, sia chi ha esposto il proprio paper, sia chi ha portato le proprie sempre interessanti domande riguardo agli argomenti discussi.

L’evento si è concluso con una cena in ristorante italiano negli Hampstead e con uno splendido concerto di pianoforte ospitato da Netherhall House, ottima occasione per socializzare anche con gli studenti della residenza e per entrare in contatto più da vicino col sistema accademico britannico.

Tutti sono tornati a casa molto contenti, tanto che, tra i commenti raccolti, c’è chi ha definito questa occasione di confronto e di apprendimento addirittura “life changing”, augurandosi presto di rivedere tutto il gruppo.

Il progetto “Dissent, Conscience and the Wall” proseguirà a febbraio a Bruxelles con un nuovo Simposio, concentrato sul ruolo del dissenso dai due lati della Cortina nel portare alla caduta del Muro.
Saremo pronti a raccontare l’entusiasmo e le scoperte di questo prossimo evento, come ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che dare fiducia agli studenti e metterli al centro del dibattito è un’occasione di crescita per tutti, giovani e meno giovani.

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